Il nuovo pastorale dell'Arcivescovo di Milano Mario Delpini


Mons. Claudio Fontana Maestro delle Cerimonie

«Ricevi il pastorale, segno del tuo ministero di pastore: abbi cura di tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo ti ha posto come vescovo a reggere la Chiesa di Dio»
   . Facendo eco alle parole rivolte da Paolo ai presbiteri di Efeso (At 20, 28), il Rito di Ordinazione affida con queste parole al nuovo vescovo l’insegna del proprio ministero: il bastone pastorale.


Già il discorso di Paolo ricorda che il Vescovo, buon pastore, deve difendere il gregge di Cristo, respingendo gli assalti dei lupi ed esorta ripetutamente alla vigilanza.

Voluta Rocco Impugnatura

Il pastorale realizzato dalla Scuola Beato Angelico per l’Arcivescovo di Milano, esprime questa tensione spirituale attraverso un intreccio mirabile nel quale struttura e ornato sono insieme veicolo di molteplici significati. Il corredo delle sette virtù che devono risplendere nell’uomo di Dio, rendendolo pronto al ministero, viene ricordato attingendo dalla creazione (i regni minerale e animale) base naturale per la Grazia: la prudenza (espressa dalla tonalità verde del rame), la fortezza (resa dalla tenacia del bronzo), la giustizia (riflessa nella luce naturale nell’argento), la temperanza (purificata come l’oro nel crogiolo).

Corona del rocco con le 7 Virtù

Insieme alle virtù cardinali fioriscono, per dono di Dio, le tre virtù teologali: la fede (richiamata dal piccolo serpente, come quello innalzato da Mosè nel deserto, al quale gli israeliti si volgevano con fiducia di guarigione), la speranza (incarnata dal piccolo pesce nel quale i primi Cristiani erano soliti riconoscere Gesù salvatore), la carità (il carisma più duraturo ed elevato, paragonato al volo dell’aquila).


Non manca, infine, la partecipazione del regno vegetale: alla geometria perfetta di una pigna è ispirato il motivo che decora la voluta del pastorale, richiamando anche il cognome di Mons. Delpini. Le tre colombe che nello stemma episcopale trovano riparo tra i rami sempreverdi sono qui raffigurate mentre spiccano il volo attorno alla perla centrale, il tesoro del Vangelo. Al vertice della creazione risplende l’umanità trasfigurata. Alla vocazione e alla intercessione per l’Arcivescovo sono dedicate le quattro figure di santità che illustrano il capitello: la Madre di Dio, patrona del Duomo, S. Ambrogio, predecessore e modello, ed i santi Mario ed Enrico. Infine, l’acclamazione dei serafini dal libro del profeta Isaia (Is 6.3), scelta come motto dall’Arcivescovo, è incisa sull’impugnatura del bastone, ricordando a tutti che «La terra è piena della gloria di Dio!». (C.F)

Impugnatura

 

PAGINE CORRELATE

LINK

  • Ricordando fratel Ernesto Bergagna

    La chiesa di rito Cattolico prevede la presenza del presbiterio, al cui centro sta l'altare: su di esso si celebra la liturgia eucaristica della Messa.
    Su di esso si pone l'ostensorio per la solenne adorazione eucaristica.
    Le prescrizione delle norme liturgiche si attende che l'altare sia rivestito, durante le celebrazioni liturgiche, di una tovaglia, al fine di mettere in evidenza il suo carattere di mensa e anche il convito sacrificale.

    Pubblicazioni fra E.Bergagna

Pubblicazioni

Particolare della copertina di Arte Cristiana n. 853