FORMAZIONE ARTISTI LEZIONI LIBERE DI DIVERSI AUTORI DELLA SCUOLA BEATO ANGELICO
X lezione, di L.Bono
La condizione umana, di René-François-Ghislain Magritte, 1933

Non così per l'arte religiosa e in special modo quella cristiana dove all'artista viene richiesta (dovrebbe essere richiesta!) la comunicazione delle verità di fede proprie della religione e del credo che intende professare attraverso le sue opere. Diversamente valga per tutti il criterio sensato, che andrebbe ribadito con forza anche nei luoghi istituzionalizzati, deputati alla selezione e alla propaganda, alla divulgazione e al discernimento dei nuovi linguaggi artistici: "CHI NON HA NIENTE DA DIRE, TACCIA!". Invece assistiamo all'incremento di opere che di religioso hanno solo il titolo, mentre risulta evidente l'intervento di rimescolamento degli stereotipi presi a prestito dalla tradizione, riproposti in una nuova veste fatta di manipolazioni cerebrali. E' questo "Il falso specchio", sempre di Magritte (1929, olio su tela 54 x 81). Anche qui va in scena quanto è già stato considerato: l'artista rappresenta la realtà della rappresentazione, che è fuori come dentro il soggetto fruitore.
L'occhio di chi osserva si apre su quel "falso occhio" riguardante, la cui pupilla è un sole eclissato entro un improbabile cielo, squarciato come da un proiettile lascia intravvedere il vuoto. Ma..., avverte Magritte: - Lo specchio è falso!. Con questa operazione l'artista raggiunge la verità ricercata: è l'eclisse dell'arte. All'arte (dopo aver tolto di mezzo l'interlocutore, dopo aver rinunciato al suo ruolo di mediazione tra quello che può essere considerato lo scibile umano e ciò che continuamente lo trascende) non rimane che la prospettiva di una nuova genesi, il coraggio di ripartire da quell'imperativo che può essere solo divino, gettato sulle tenebre e sul caos: «"Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide: la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre» (Cfr. Gen. 1,3-4).
Il Salmo 35 invita a lodare Dio con queste parole: "E' in te la sorgente della vita alla tua luce vediamo la luce". L'uomo religioso in fondo riconosce di essere sottoposto ad uno sguardo che ordina e crea ma solo il Dio dei cristiani, "il figlio dell'uomo" e "figlio di Dio" Gesù Cristo, ha assunto un volto. Egli è Parola di Dio, il Verbo vivente, ma anche Luce che permette di vedere ed essere visti in quell'unica luce.
Solo lo sguardo di Dio può restaurare l'ordine delle cose e ricreare il circolo delle relazioni infrante.