La Famiglia Beato Angelico

Tutte le attività della "Scuola Beato Angelico" sono animate da una Comunità Religiosa denominata "FAMIGLIA BEATO ANGELICO", Federazione della Società di Vita Apostolica delle Sorelle e dell'Associazione dei Fratelli (Sacerdoti e laici), che operano in comunione di preghiera e di lavoro e nella condivisione dei beni materiali. Essa ricevette la prima bozza di regolamento nel 1934 dal Beato Card. A. J. Schuster, il quale poi nel 1942 ne approvò la Costituzione.

La Famiglia Beato Angelico in chiesa

L'Istituzione della Famiglia Beato Angelico nello spirito del Fondatore

La Comunità è animata da una "duplice vocazione fusa in un solo amore, che sostiene ciascuno dei membri della Famiglia spirituale 'Beato Angelico': quella religiosa e quella artistica" (Paolo VI), per annunciare la salvezza con il linguaggio della bellezza.
I membri della Famiglia si consacrano a vita con la professione dei consigli evangelici, onde far traboccare nella loro opera la manifestazione dell'amore infinito di Dio.

La consacrazione di ogni membro della Famiglia Religiosa in povertà, castità e obbedienza, secondo la tradizione della Chiesa Cattolica e del monachesimo benedettino, consegue alla decisione di rispondere ad una vocazione rivolta a quanti, arricchiti da Dio di talenti d'arte, accolgono la chiamata di porre le loro capacità a servizio dello splendore e della espressività della Santa Liturgia nella Chiesa.

Preghiera e lavoro sono le due espressioni fondamentali della SPIRITUALITA' della Famiglia Beato Angelico: ogni membro, quali che siano le sue doti, sia innate che acquisite grazie alla formazione ricevuta dalla Famiglia, vive il programma spirituale comune: "pregando lavora e lavorando prega"; secondo le parole che il Fondatore, Mons. Polvara, riprese da San Benedetto e riferì espressamente alle attività riguardanti la bellezza della Casa del Signore.

La preghiera è alimentata anzitutto dalla quotidiana partecipazione attiva alla celebrazione della Liturgia Eucaristica e di Lode, secondo lo spirito e l'orientamento della Chiesa. Nella vita comune poi lo spirito di preghiera pervade ogni altro momento della giornata, alimentato dalla lettura della Parola di Dio, fonte anche di contemplazione e di ispirazione artistica.

Vivere da consacrati la vocazione artistica a servizio della preghiera , e della preghiera liturgica in particolare, significa, con le parole del Concilio Vaticano II, "non proporsi alcun fine, se non di contribuire il più efficacemente possibile, con le proprie opere, a indirizzare […] le menti degli uomini a Dio" (Cfr. S.C., n. 122).Il lavoro a servizio della preghiera impegna doti assai differenti, da quelle artistiche a quelle artigianali o esecutive manuali. L'ideale dei membri della Famiglia non è di esercitare una professione individualmente, sia pure religiosamente, ma di diventare una comunità affiatata e articolata nelle sue competenze variegate per provvedere con coerenza di forme e di espressioni a tutte le esigenze dello splendore del culto liturgico.

Così pure alla formazione di artisti operatori liturgici, tutto ciò anche mediante insegnamenti in istituti di formazione liturgica, nonché attraverso le pubblicazioni.(In tal modo) La Famiglia, facendo propri gli ideali del "divino servizio", svolge nella Fondazione un compito essenziale per assicurare continuità, coerenza e fedeltà ai principi ispiratori. La Famiglia Beato Angelico si avvale anche della collaborazione di personale laico: insegnanti, ex alunni, maestri artigiani, professionisti nei vari rami dell'arte e dell'artigianato, parte dei quali hanno un rapporto di lavoro fisso con l'Istituzione, altri sono associati nelle varie opere, così da fornire una completa gamma di competenze.

 

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  • Ricordando fratel Ernesto Bergagna

    La chiesa di rito Cattolico prevede la presenza del presbiterio, al cui centro sta l'altare: su di esso si celebra la liturgia eucaristica della Messa.
    Su di esso si pone l'ostensorio per la solenne adorazione eucaristica.
    Le prescrizione delle norme liturgiche si attende che l'altare sia rivestito, durante le celebrazioni liturgiche, di una tovaglia, al fine di mettere in evidenza il suo carattere di mensa e anche il convito sacrificale.

    Pubblicazioni fra E.Bergagna

Pubblicazioni

Particolare della copertina di Arte Cristiana n. 853

Scuola Beato Angelico
Fondazione di Culto - dal 1921 tutto per la liturgia

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