18 febbraio festa del BEATO ANGELICO patrono degli artisti

La celebrazione eucaristica  Ripresa video   clicca

La Festa del Beato Angelico, patrono degli artisti e della nostra Scuola che ne ha ereditato il nome insieme al carisma, di annunciare, cioè, l'increata Bellezza di Dio attraverso l'espressione delle diverse arti finalizzate al culto, è un appuntamento annuale che richiama ex allievi, amici e simpatizzanti. La celebrazione eucaristica ha visto la presenza di tre Vescovi: Mons. Luigi Stucchi, Mons. Paolo Martinelli e Mons. Erminio De Scalzi e sacerdoti amici che hanno fatto corona attorno al nostro altare: Mons. Carlo Azzimonti, Mons. Vella, Mons. Vigorelli, Don Diego Arfani, Padre Mariano Ceresoli, Don Andrea Perego, Don Emanuele.

Processione d'ingresso
I tre vescovi

Due segni hanno reso particolarmente significativa la nostra festa: - 1° la presenza dei Vescovi Vicari per la vita consacrata, Mons. Stucchi per gli Istituti religiosi femminili e Mons. Martinelli per gli Ordini religiosi maschili. Essendo questo 2015 anno indetto dal Santo Padre come - "anno della vita consacrata"- ed essendo la nostra realtà comunitaria una Famiglia che unisce religiose, sacerdoti e fratelli, la presenza dei nostri Pastori ha conferito solennità e ha impregnato di significato e di (conseguente) responsabilità il nostro impegno come porzione (se pur infinitesimamente piccola!) di Chiesa. - 2° Un altro segno concreto è stato posto nella mostra di alcuni bozzetti del nostro artista scultore Don Marco Melzi. Allestita dall'Associazione Alba, questa esposizione di soli venti pezzi di un ampio repertorio che raggiunge il numero di ottocento interventi segna l'inizio di un'operazione di documentazione e catalogazione, sistematizzata dai nostri volontari.

Brevi appunti dell'omelia di Mons. Luigi Stucchi che ha presieduto la solenne Liturgia

La BELLEZZA: Dio e uomo, vangelo e arte

   Carissimi, celebriamo la festa del Beato Angelico, modello di vita secondo il Vangelo, artista, quindi interprete della bellezza, patrono degli artisti, quindi modello esemplare di docilità ad una speciale ispirazione, più che di una inclinazione, che è appunto l'ispirazione artistica.
Perché uso la parola ispirazione? Perché la persona umana è mossa interiormente ad agire non solo da talenti o progetti particolari, anche, ma soprattutto, alla radice di sè , dallo Spirito stesso di Dio che conferma ogni persona come immagine di Dio.
Se non ci fosse questo Spirito, quello di cui parla l'apostolo paolo nella seconda lettura della nostra celebrazione, avremmo solo intuizioni, emozioni, idee, stimoli, tracce, immagini, schemi ma non un'opera compiuta capace di svelare e manifestare qualcosa di profondo del mistero di Dio per illuminare qualcosa del mistero dell'uomo. Per questo principio divino che interiormente muove e unifica l'opera umana, noi possiamo contemplare qualcosa di bello, di vero, di buono di Dio nel suo rapporto con l'uomo, tale da attrarre l'uomo e salvarlo dalla sua fragilità e scompostezza, da orientarlo nella sua inquietudine e ricerca per fissarsi in Dio, nel suo amore ed essere salvato dalla sua bellezza, esattamente perché così, per la via della bellezza, viene fatto entrare e reso partecipe della sua stessa luce.
E' il messaggio del vangelo secondo Matteo: la via della bellezza è la via stessa della libertà interiore, la via della verità, quindi della santità. L'uomo, capolavoro di Dio, mediante la forza irradiante e attrattiva dell'arte, riplasma e rimodella continuamente senza logorarsi, ma ritemprandosi, la sua stessa carne diversamente indomabile, la materia diversamente irriducibile e pesante, segno di incomunicabilità invece che di comunione.
La bellezza è Dio come bellezza nascosta e irraggiungibile, ma che si svela a noi nel fulgore incarnato di Cristo, il Crocifisso Risorto, si fa luce ai passi di ogni creatura per continuare a diffondersi e raggiungere altre creature. La parola rivelata ispira come lo Spirito che abita il cuore: il santo, il beato è frutto di questa azione di Dio, l'artista ne è interprete e nobile strumento.
Anche l'uomo smarrito può ricominciare, ritrovarsi, sperare, camminare nella stessa bellezza che l'ha raggiunto aprendogli il cuore. L'arte non è sacra per etichetta, ma è sacra se e quando irradia questo dinamismo: lo stesso che ci ha radunati qui questa sera, nella luce di Dio, nella luce del Beato Angelico e della famiglia che ne porta e ne onora il nome, nella luce del nostro don Marco Melzi e di ogni artista che fa della sua arte un servizio al vangelo.

Scuola Beato Angelico
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