Adeguamento liturgico nelle chiese dopo il Concilio Vaticano Secondo

Per una conoscenza consapevole del mondo della Liturgia della Chiesa Cattolica..

 

Sono quasi un migliaio le chiese grandi e piccole di cui il laboratorio di architettura della Scuola Beato Angelico ha studiato i problemi di adeguamento liturgico dopo il Concilio Vaticano II; della gran parte di esse è stato elaborato un progetto grafico poi spesso realizzato in unica soluzione o in tempi successivi. Ad esse si aggiungono i complessi interamente progettati e realizzati (1). Di tanto lavoro non si può dare che un piccolo saggio di immagini e di referenze.

Certo che, nella estrema varietà della casistica affrontata e delle soluzioni proposte e collaudate, si maturata una grande e fruttuosa esperienza, accompagnata dalla pratica vissuta personalmente della celebrazione del mistero liturgico, cos che riesce facile affrontare anche situazioni di particlare difficoltà ed entro condizionamenti pesanti (2) Il più delle volte lo studio inizia con un rilievo totale dell'ambiente, di cui assai utile dotare l'archivio di ogni chiesa, e che il nostro laboratorio è in grado di eseguire con cura (3). A seguito di un sopralluogo così documentato viene redatto un progetto di massima, oggetto di verifica con la comunità interessata e con le autorità o commissioni competenti, sia ecclesiastiche che laiche, in riferimento agli aspetti pastorali, liturgici e artistici.

Il progetto esecutivo viene poi steso sulla base degli accordi raggiunti e successivamente accompagnato con i preventivi di costo delle varie opere, e un calendario delle scadenze. Anche l'esecuzione delle opere è costantemente seguita per garantire la migliore e fedele riuscita. Il laboratorio di architettura opera in collaborazione con lo studio di scultura per quanto interessa la decorazione plastica degli elementi architettonici, con quello di lavorazione dei metalli per le opere di quel genere e con lo studio di pittura per le decorazioni parietali e le vetrate (4). La Scuola infatti si propone in ogni intervento di esaminarela globalità dei problemi coinvolti nell' "opus liturgicum" e che interessa tutte le arti plastiche: proprio in funzione dell'unità e dell'armonia di tutto quanto concorre alla celebrazione del mistero liturgico essa nata, come luogo di incontro e collaborazione di tutte le competenze e professionalità interessate e coinvolte. Allo stesso scopo la Scuola si è garantita una collaborazione specializzata e sperimentata di ditte operanti nei vari settori: dalla lavorazione dei materiali, come in quelli dell'impiantistica, instaurando con esse dei rapporti privilegiati che le consentono una mediazione tra fornitori e committenti della massima garanzia. Benchè la Scuola non rifiuti a priori di collaborare anche con altri professionisti con le prestazioni dei propri laboratori, essa persegue la sua finalità liturgico-pastorale soprattutto nell'affrontare ta progettazione integrale, e cioè dall'architettura alla iconografa ed alla suppellettile, di complessi parrocchiali, o di adeguamenti liturgici, di edifici storici. Pertanto, riguardo i particolari dei "luoghi significativi" dello spazio celebrativo che qui si presentano occorre riferirsi al progetto integrale di cui danno una prima idea le planimetrie generali o delle aree presbiterali. Nell'adeguamento liturgico delle chiese di qualunque tempo o stile, la Scuola Beato Angelico segue questi principi:

  • Rispetto primario nei confronti della funzione di culto degli edifici sacri: chiese e cappelle e conseguente rifiuto della museiicazione della chiesa col pretesto del suo valore artistico: infatti la pura conservazione dell'opera liturgica privata della sua funzione ne consente una fruizione mutila e fuorviante.
  • La fedeltà a questo principio può anche comportare il rifiuto o l'abbandono dell'incarico progettuale ed esecutivo.
  • La massima valorizzazione liturgica delle preesistenze storiche ed artistiche coinvolte nella permanente e restaurata funzione vivente od almeno in una significatività simbolica quando non possa essere funzionale.
  • La stima e la difesa della tradizione espressiva della chiesa, che esclude una creatività gratuita, soggettiva e priva di aggancio culturale con la civiltà cristiana di 20 secoli. Coerenza stilistica e tecnica con la cultura contemporanea senza mimetizzazioni o falsificazioni con una giusta misura di creatività.

Note:
1) Complessi progettati ed eseguiti dal 1962: Milano: complesso parrocchiale di Maria Regina Pacis (1962-1967).
Tarxien-Malta: Chiesa cimiteriale, uffici e cimitero (1964). Limito-Pioltello (MI): complesso parrocchiale di S. Giorgio (1965-1971).
Furato di Inveruno (MI): nuova chiesa parrocchiale e annessi: prototipo di una serie di altre chiese costruite in diocesi (1966-1967).
Pesaro: Chiesa S. Luigi e opere pastorali (1972-1979).
Fasano di Puglia (BR) : complesso parrocchiale S. Maria de La Salette (1973).
Capo Sparavento (RC); chiesa S. Maria Addolorata.
Reggio Calabria: complesso parrocchiale S. Cuore di Gesù in rione ferrovieri.
S. Roberto Calabro: chiesa S. Giorgio e casa canonica (1960).
Regio Calabria: Santuario del Volto Santo e casa madre delle Suore Veroniche o del Volto Santo.

2) Valgano ad esempio le piantine dei locali assegnati dalla committenza per l'allestimento di spazi destinati alle celebrazioni liturgiche nell'Istituto delle Suore dell'Immacolata in Via Boccea a Roma e dell'Istituto Scientifico San Raffaele a Milano, ovvero l'antica basilica di San Vittore al Corpo a Milano(5).
3) Vedasi un esempio nelle figure 3.4.5.
4) II principio base della Scuola Beato Angelico che tutto quanto vien approntato per una Chiesa, dalla architettura alle suppellettili costituisce assieme a quanto quotidianamente vi si compie un unico "opus liturgicum" in cui all'unità delle celebrazioni fa riscontro l'unità di tutte le arti armonicamente coordinate.

5) Vedi pulpito di Introbio. 1. Roma, Casa Generalizia delle Suore dell'Immacolata di Genova, Piantina dell'aula parlatorio, come fu consegnata per la trasformazione in cappella, 1972.
2. Milano, Istituto Scientifico San Raffaele, Pianta al rustico dello spazio da destinarsi a cappella ospedaliera, 1986.
3.4.5. S. Gristina e Bissone (PV), Chiesa Parrocchiale di S. Cristina. Esempio di rilievo architettonico interno: Piante e alzati, 1981.

 

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